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lunedì 20 novembre 2017
I robot dal 2000 ad oggi
Nel 2001 il Canadarm2 è stato mandato nello spazio le sue caratteristiche furono migliorate rispetto ai suoi predecessori; inoltre questo braccio meccanico è ancora utilizzato sulla ISS.
L'anno seguente iRobot introdusse sul mercato Roomba, prima generazione di aspirapolveri robotiche. Il 2003 fu l'anno in cui la NASA rilanciò due rover robotici su Marte e nonostante la loro missione doveva durare pochi mesi, Opportunity nel 2017 era ancora in piena attività.
Nel 2004 la Cornell University mostrò il primo robot in grado di auto-replicarsi e trasformarsi autonomamente. Nel 2005 nascono le prime automobili con pilota automatico in grado di attivarsi in caso di pericolo o incidente, mentre altre società si sono concentrate sullo sviluppo di mezzi senza volante.
Nel 2012 la NASA manda sulla Stazione Spaziale Internazionale Robonaut2, realizzato per dare aiuto agli astronauti in orbita, oggi è ancora in fase di testing e serve per verificare il comportamento di robot di questo genere nello spazio.
I robot dal 1990 al 2000
Tra il 1993 e il 1996 si è assistito al susseguirsi di tre importantissimi passi verso lo sviluppo. Nel 1993 la Carniege Mellon University ha spedito un robot avente 8 gambe sul Monte Erebus, nell'Antartide. Il suo obiettivo era quello di raccogliere e classificare i gas magmatici presenti in quel posto, ma la missione fallì a causa della rottura di un cavo di fibra ottica. Nel 1996 Massachusetts Institute of Technology costruì un robot a forma di pesce necessario per studiare la fluidodinamica di alcune specie ittiche.
Sempre nello stesso anno la Nasa mandò su Marte un robot che aveva il compito di analizzare la composizione dell'atmosfera e del suolo.
Nel 1997 Honda portò a termine il robot P3 che con le sue caratteristiche si avvicinava sempre di più ad ASIMO (robot realizzato nel 2000 in grado di camminare e correre e dotato, inoltre, di un sistema di riconoscimento facciale e in grado di parlare e interagire con gli umani.)
I robot dal 1970 al 1990
Negli anni '70 circa l'Accademia russa delle Scienze creò un robot dotato formato da sei gambe. Mentre, pochi anni più tardi lo scienziato giapponese Ichiro Kato ha costruito il primo robot completo della storia moderna, molto simile all'uomo, denominato Wabot I.
Nel 1975 Victor Schenman ha progettato PUMA (Programmable Universal Manipulation Arm) che subito dopo venne utilizzato moltissimo nell'ambito industriale.
Nel 1979 Ichiro Kato ha esibito una sua nuova creazione: WL-9DR, primo robot in grado di muoversi quasi fluentemente compiendo un passo ogni 10 secondi.
Dieci anni più tardi la Kato Coporation costruì WL12RIII, primo robot che, rispetto a quello di Kato, era in grado di camminare su terreni anche non pianeggianti compiendo un passo ogni 0, 69 secondi, grazie alla stabilizzazione del tronco.
I robot dal 1950 al 1970
Nel 1954 George Devol progettò Unimate che fu identificato come il primo robot realmente programmabile. Esso è stato poi utilizzato nella catena di montaggio della General Motors, conquistando la fama di primo robot utilizzato in ambito industriale. Tra il 1968 e il 1969 vennero progettati e realizzati il primo robot che aveva la facoltà di camminare, controllato però direttamente al computer (in grado, infatti, di percorrere sino a 4 miglia ogni ora), il primo robot dotato capace di vedere (e controllato da un computer grande quanto una stanza), il primo braccio robotico utilizzato mediante energia elettrica ed, infine, il primo robot dotato di due piedi, progettato dal giapponese Ichiro Kato.
I robot dal 1920 al 1950
Il periodo che va dal 1920 al 1950 è stato tra i più importanti per lo sviluppo della robotica. E' stata, infatti, emessa nel 1921 la parola robot dal cecoslovacco Karel Capek che pubblicò il dramma R.U.R. (Rossum's Universal Robot), nel quale la parola robot stava a significare servitù. Nel 1927 i robot entrano a far parte della cinematografia. Tra il 1937 e il 1938 Wstinghouse è stato creato un robot umanoide capace di camminare, parlare e fumare. Invece nel 1940 lo scrittore di fantascienza Isaac Asimov usò per la prima volta la parola robotica e formulò le sue famose tre leggi sulla Robotica. Nel 1948 Robert Weiner formulò le Leggi della cibernetica.
I robot dal Rinascimento al XX secolo
Gli studiosi del 1950 iniziarono a realizzare robot grazie a taccuini ritrovati, risalenti al 1495, e appartenenti a Leonardo Da Vinci e contenuto nei Volumi dell'uomo Vitruviano. Essi contenevano progetti particolarmente dettagliati di cavalieri meccanici che potevano alzarsi e sedersi, muovere le braccia e la testa e, anche aprire la bocca; così, data la dettagliata visione anche dei meccanismi che venivano utilizzati per permettere a essi i movimenti, si partì, per la realizzazione dei primi robot, proprio da questi studi anatomici compiuti dal genio fiorentino. Ancora oggi, però, non si sa se questi progetti vennero mai effettivamente messi in pratica. Nel 1533 vennero realizzati, invece, degli automi identificabili in una mosca e in un'aquila in ferro, entrambe in grado di volare da parte del matematico e filosofo francese Johannes Müller da Königsberg (si parla di automi di Regiomontano).
Il primo ad inventare nella storia, poi, un calcolatore meccanico in grado di compiere sommare o sottrarre due numeri fu Francese Blaise Pascal. Esso rappresentò il punto di partenza per lo sviluppo delle macchine da calcolo meccaniche ed elettroniche. Il maggiore rappresentante, però, del campo della robotica del XVIII fu il francese Jacques de Vaucanson, i cui lavori divennero famosi in tutto il mondo: costruì un'anatra che oltre ad essere in grado di muovere le ali, starnazzare e spostarsi, poteva anche digerire il grano che ingeriva. Le sue costruzioni erano costituiti da meccanismi molto complessi, tant'è vero che le sole ali erano costituite da 400 pezzi. In Giappone, invece, alla fine del secolo, Hisashige Tanaka (detto l'Edison giapponese)realizzò robot e giocattoli automatizzati in grado, addirittura, di servire tè, scoccare frecce e scrivere un kanji giapponese. Con l'inizio della Rivoluzione Industriale, nel 1781, e l'introduzione delle prime macchine e telai da tessitura mossi a vapore , iniziò ad esservi sempre una maggiore richiesta di strumenti di questo tipo in modo tale da andare ad incrementare e sviluppare sempre di più l'area della meccanica e della robotica: robot e automi diventano sempre più raffinati e dotati di una maggiore potenza e, soprattutto, erano facili da realizzare. Proprio attorno a questo periodo la romanziera Mary Shelley scrisse il romanzo che, tutti conosciamo, intitolato "Frankestein".
Il primo ad inventare nella storia, poi, un calcolatore meccanico in grado di compiere sommare o sottrarre due numeri fu Francese Blaise Pascal. Esso rappresentò il punto di partenza per lo sviluppo delle macchine da calcolo meccaniche ed elettroniche. Il maggiore rappresentante, però, del campo della robotica del XVIII fu il francese Jacques de Vaucanson, i cui lavori divennero famosi in tutto il mondo: costruì un'anatra che oltre ad essere in grado di muovere le ali, starnazzare e spostarsi, poteva anche digerire il grano che ingeriva. Le sue costruzioni erano costituiti da meccanismi molto complessi, tant'è vero che le sole ali erano costituite da 400 pezzi. In Giappone, invece, alla fine del secolo, Hisashige Tanaka (detto l'Edison giapponese)realizzò robot e giocattoli automatizzati in grado, addirittura, di servire tè, scoccare frecce e scrivere un kanji giapponese. Con l'inizio della Rivoluzione Industriale, nel 1781, e l'introduzione delle prime macchine e telai da tessitura mossi a vapore , iniziò ad esservi sempre una maggiore richiesta di strumenti di questo tipo in modo tale da andare ad incrementare e sviluppare sempre di più l'area della meccanica e della robotica: robot e automi diventano sempre più raffinati e dotati di una maggiore potenza e, soprattutto, erano facili da realizzare. Proprio attorno a questo periodo la romanziera Mary Shelley scrisse il romanzo che, tutti conosciamo, intitolato "Frankestein".
Robot nel medioevo
Tra il primo e il secondo millennio, un'inventore cinese Su Song creò un orologio meccanico di altezza pari a 10 metri capace di segnare l'orario e allo stesso tempo muovere dei manichini. Due secoli più tardi, un'ingegnere realizzò dispositivi meccanici e robot, tra i quali il primo robot umanoide programmabile. La sua invenzione più importante fu, però, una barca con quattro robot musicisti in grado di suonare strumenti sia a percussione che a fiato.
Papa Silvestro II fu riconosciuto per aver introdotto la robotica e la meccanica nel mondo Cristiano, infatti storie dicono che sotto il suo papato, Alberto Magno (teologo e filosofo cristiano più importante dei primi secoli del secondo millennio) creò un'automa capace di rispondere a quesiti e domande come un oracolo. Alla fine del XIII secolo i robot furono introdotti anche nella corte dei re di Francia, infatti, molti cortigiani iniziarono a far creare giardini pieni di robot. Tra i più celebri ricordiamo quello commissionato da Roberto II conte di Artois.
Papa Silvestro II fu riconosciuto per aver introdotto la robotica e la meccanica nel mondo Cristiano, infatti storie dicono che sotto il suo papato, Alberto Magno (teologo e filosofo cristiano più importante dei primi secoli del secondo millennio) creò un'automa capace di rispondere a quesiti e domande come un oracolo. Alla fine del XIII secolo i robot furono introdotti anche nella corte dei re di Francia, infatti, molti cortigiani iniziarono a far creare giardini pieni di robot. Tra i più celebri ricordiamo quello commissionato da Roberto II conte di Artois.
Robot nella preistoria
E' in un testo cinese del 3 a.C. che si parla per la prima volta di un'automa. Nel testo si parla dell'incontro avvenuto tra il re Mu e l'ingegnere meccanico Yan Shin. Quest'ultimo, presentò al re un robot. Il re rimase terrorizzato nel vedere questo androide capace di cantare e muoversi a tempo.
Yan Shin aveva realizzato l'automa unicamente con legno, pelle, colla e lacca, e aveva introdotto all' interno parti meccaniche che copiavano il modo di funzionare di tutti gli organi interni.
Altre tracce di robot si riscontrano nelle leggende della mitologia greca. Ad esempio, il dio Vulcano fece creare per sé una schiera di servitori e compagni meccanici, invece per il re Minosse aveva fatto realizzare un gigante di bronzo alato che aveva il compito di difendere l'isola di Creta dagli invasori e stranieri. Nel 4 a.C, il matematico e filosofo Archita di Taranto creò un piccione meccanico. Questo robot veniva mosso dalla forza del vapore e poteva volare e cinguettare, ma non si sa se Archita riuscì mai a realizzarlo. In quello stesso periodo si diffuse la consuetudine di realizzare grandi orologi meccanici e clessidre ad acqua. Il matematico e ingegnere Erone d'Alessandria realizzò diversi robot, alcuni anche in grado di parlare. Il tema della robotica diventò importante anche nell'antica Grecia e nella Magna Grecia, infatti Aristotele parla dei robot come soluzione per risolvere la schiavitù umana: utilizzando automi per i lavori più degradanti e pesanti, tutti gli uomini potevano essere liberati dal fardello della schiavitù.
Gigante di bronzo, Talos
Yan Shin aveva realizzato l'automa unicamente con legno, pelle, colla e lacca, e aveva introdotto all' interno parti meccaniche che copiavano il modo di funzionare di tutti gli organi interni.
Altre tracce di robot si riscontrano nelle leggende della mitologia greca. Ad esempio, il dio Vulcano fece creare per sé una schiera di servitori e compagni meccanici, invece per il re Minosse aveva fatto realizzare un gigante di bronzo alato che aveva il compito di difendere l'isola di Creta dagli invasori e stranieri. Nel 4 a.C, il matematico e filosofo Archita di Taranto creò un piccione meccanico. Questo robot veniva mosso dalla forza del vapore e poteva volare e cinguettare, ma non si sa se Archita riuscì mai a realizzarlo. In quello stesso periodo si diffuse la consuetudine di realizzare grandi orologi meccanici e clessidre ad acqua. Il matematico e ingegnere Erone d'Alessandria realizzò diversi robot, alcuni anche in grado di parlare. Il tema della robotica diventò importante anche nell'antica Grecia e nella Magna Grecia, infatti Aristotele parla dei robot come soluzione per risolvere la schiavitù umana: utilizzando automi per i lavori più degradanti e pesanti, tutti gli uomini potevano essere liberati dal fardello della schiavitù.
Gigante di bronzo, Talos
Storia dei robot
"Tremila anni portati bene!!" si afferma. In effetti, anche se non potrebbe sembrare vero, i robot discendono da una lunghissima tradizione che trova le sue radici in Cina nel primo millennio avanti Cristo e non si sono evoluti, come credono in molti, a cavallo tra la seconda e la terza Rivoluzione Industriale essendo da essi considerati come una creazione dei nostri giorni o giù di lì. Anche se in parte risulta veritiero perché il termine "robot" venne coniato per la prima volta solo a partire dalla metà degli anni '20 da un romanziere ceco, i primi automi meccanici vennero descritti, progettati e realizzati proprio dai cinesi, seguiti dopo vari secoli dai greci. Ovviamente, essi non hanno quasi nulla a che fare con gli ultimi risultati prodotti dalla tecnologia, come ad esempio l'automa Kirobo e il robot Atlas, ma che, comunque, dimostrano l'alto livello ingegneristico raggiunto in queste due civiltà.
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